LIFE CYCLE
SOSTENIBILITA’ DELL’AMBIENTE COSTRUITO ATTRAVERSO LA VISIONE “LIFE-CYCLE”
Il Life Cycle Thinking (LCT) rappresenta un approccio strategico fondamentale per la transizione verso un’economia realmente circolare, in quanto supera la valutazione dell’impatto immediato di un prodotto o sistema e ne analizza gli effetti lungo l’intero ciclo di vita. Tale visione considera tutte le fasi, dall’estrazione delle materie prime fino allo smaltimento finale o al recupero dei materiali, secondo un approccio “from cradle to grave” (dalla culla alla tomba) o, nei casi più avanzati, “from cradle to cradle” (dalla culla alla culla).
L’obiettivo del Life Cycle Thinking è la valutazione integrata degli impatti ambientali, economici e sociali associati a un bene o a un sistema in tutte le sue fasi di vita, che includono:
- estrazione e approvvigionamento delle materie prime;
- progettazione, produzione e distribuzione;
- fase di utilizzo e manutenzione;
- fine vita, con scenari di smaltimento, recupero o riciclo.
Per la misurazione e quantificazione di tali impatti, il LCT si avvale di tre principali strumenti operativi, suddivisi per ambito di analisi:
- LCA – Life Cycle Assessment, per la valutazione degli impatti ambientali;
- LCC – Life Cycle Costing, per l’analisi dei costi lungo l’intero ciclo di vita;
- S-LCA – Social Life Cycle Assessment, per la valutazione degli impatti sociali.
Nel settore delle costruzioni, il Life Cycle Thinking è progressivamente diventato un pilastro normativo e progettuale, guidato dalla necessità di ridurre in modo significativo le emissioni di gas climalteranti, in particolare di anidride carbonica (CO₂). L’edilizia, infatti, incide in maniera rilevante sia sul consumo di risorse sia sulle emissioni globali.
Un cambiamento decisivo è rappresentato dall’entrata in vigore, a partire dal 2 febbraio 2026, dei nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM), che introducono l’obbligatorietà dell’adozione di metodologie basate sul Life Cycle Thinking negli appalti pubblici. In particolare, i nuovi CAM prevedono:
- requisiti LCA più rigorosi, che rendono necessaria la quantificazione degli impatti ambientali dell’edificio lungo l’intero ciclo di vita, superando le semplici dichiarazioni qualitative di sostenibilità;
- obbligo di Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD) per i materiali da costruzione, che dovranno essere accompagnati da un’etichetta ambientale verificata e basata su LCA.
Dall’efficienza energetica all’energia incorporata
L’approccio LCT consente di spostare il focus progettuale dal solo risparmio energetico in fase di utilizzo (riscaldamento e raffrescamento) all’analisi dell’energia incorporata e delle emissioni associate alle altre fasi del ciclo di vita dell’edificio:
- fase di prodotto, in cui si concentrano gli impatti legati all’estrazione e alla produzione di materiali energivori come cemento, acciaio e isolanti;
- fase di cantiere, caratterizzata da emissioni dovute al trasporto dei materiali e all’uso di macchinari, oggi sempre più monitorate attraverso strumenti digitali, come sistemi di time-lapse e applicazioni di intelligenza artificiale per l’ottimizzazione dei processi;
- fase di fine vita, che richiede una progettazione orientata allo smontaggio e al recupero dei materiali, trasformando l’edificio in una vera e propria “banca di materiali”.
Materiali, tecnologie e nuovi strumenti
L’integrazione del Life Cycle Thinking nella progettazione edilizia favorisce l’adozione di materiali a basso impatto ambientale, riciclati o riciclabili, tra cui:
- calcestruzzo riciclato e legno, considerati materiali chiave per la riduzione dell’impronta iniziale di gas (si stima che l’industria del cemento sia responsabile di circa l’8% delle emissioni globali di CO₂);
- passaporto digitale dei prodotti, in introduzione dal 2026, che consente la tracciabilità dei componenti edilizi e ne facilita il riutilizzo futuro;
- sistemi costruttivi a secco, tipici dell’edilizia modulare, che permettono l’assemblaggio meccanico dei componenti, riducendo gli scarti di cantiere e migliorando la reversibilità dell’edificio.
Conclusioni
L’adozione di un approccio basato sul Life Cycle Thinking consente di ottenere benefici significativi sia dal punto di vista ambientale sia economico e strategico. In particolare, permette di:
- prevenire il deprezzamento immobiliare, poiché edifici progettati senza l’uso di strumenti LCA rischiano di diventare obsoleti rispetto agli obiettivi della Direttiva Case Green (EPBD), che punta a edifici a emissioni zero per le nuove costruzioni entro il 2030;
- facilitare l’accesso ai finanziamenti, in quanto istituti di credito e investitori richiedono sempre più frequentemente analisi LCA per la concessione di mutui green e finanziamenti basati su criteri ESG (Environmental, Social and Governance).
In questo scenario, il Life Cycle Thinking non rappresenta più un’opzione volontaria, ma uno strumento imprescindibile per la progettazione e realizzazione di edifici sostenibili, resilienti e allineati alle future politiche ambientali europee.

Bussero, 18/03/2026