CONTO TERMICO 3.0
Conto Termico 3.0: come cambia il modo di riqualificare gli edifici
Negli ultimi anni, l’interesse verso la riqualificazione energetica è cresciuto in modo esponenziale. Se da un lato cresce la consapevolezza ambientale, dall’altro anche le bollette sempre più pesanti hanno spinto privati e aziende a investire in edifici più efficienti. In questo scenario, il Conto Termico 3.0 rappresenta una delle novità più importanti per il 2026.
Si tratta di un’evoluzione sostanziale di uno strumento già noto nel settore edilizio e impiantistico, che ora si presenta in una forma più flessibile, accessibile e digitale, per rispondere alle nuove esigenze del mercato e degli utenti.
Cos’è il Conto Termico 3.0?
Il Conto Termico è un incentivo statale gestito dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici), che premia chi realizza interventi per migliorare l’efficienza energetica degli edifici esistenti o per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.
A differenza delle classiche detrazioni fiscali (come l’Ecobonus o il Superbonus), il Conto Termico funziona attraverso un rimborso diretto in conto capitale: il beneficiario riceve un bonifico sul proprio conto corrente, in tempi molto più rapidi rispetto ai meccanismi di detrazione.
Con la nuova versione 3.0, il meccanismo è stato semplificato, potenziato e reso più inclusivo, permettendo anche a piccoli proprietari e condomìni di accedere agli incentivi senza affrontare un iter burocratico complesso.
Le principali novità del Conto Termico 3.0
🔹 1. Ampliamento degli interventi incentivabili
La nuova versione include ora una gamma più ampia di interventi, tra cui:
- Sistemi ibridi integrati (pompa di calore + caldaia a condensazione).
- Pannelli solari fotovoltaici abbinati a sistemi di accumulo termico.
- Building automation: incentivi per sistemi intelligenti di controllo del riscaldamento e della ventilazione.
- Recupero del calore da impianti industriali (per le imprese).
- Sostituzione di infissi e serramenti ad alta efficienza, in combinazione con altri interventi energetici.
Questi ampliamenti rendono il Conto Termico 3.0 molto più adatto a essere integrato nei progetti di ristrutturazione edilizia, anche su scala residenziale.
🔹 2. Soglie di incentivo più elevate
Il Conto Termico 3.0 può coprire ora fino al 65% delle spese sostenute, con un tetto massimo aumentato a seconda della tipologia di intervento e della zona climatica in cui si trova l’edificio. Ad esempio:
- In zona climatica E o F (comuni più freddi), l’incentivo può essere aumentato fino al 70% per impianti a pompa di calore o solare termico.
- Gli interventi combinati (es. isolamento + sostituzione impianti) possono ottenere un incentivo cumulativo maggiore.
🔹 3. Iter burocratico semplificato e digitale
Una delle principali barriere al Conto Termico, in passato, era la complessità della procedura. Con la versione 3.0, il portale GSE è stato integrato con SPID, CIE e piattaforme regionali, rendendo l’accesso più semplice e intuitivo anche per i non addetti ai lavori.
Inoltre:
- Il tempo medio di erogazione è stato ridotto a 60 giorni dalla conferma della pratica.
- Sono disponibili procedure guidate online e modelli precompilati.
- I tecnici abilitati possono presentare la domanda in nome e per conto del cliente, allegando i documenti richiesti (schede tecniche, APE, relazioni tecniche, ecc.).
Chi può accedere al Conto Termico?
Il Conto Termico 3.0 è rivolto a:
- Privati cittadini e nuclei familiari.
- Condomìni, per interventi sulle parti comuni o sulle singole unità.
- Enti pubblici, come scuole, comuni, ospedali.
- Imprese agricole e PMI, in alcuni casi specifici legati alla produzione termica.
Questa ampia platea lo rende un incentivo trasversale, utile sia per chi vuole migliorare la propria abitazione che per chi gestisce immobili a uso pubblico o commerciale.
Esempi pratici di interventi
Ecco alcuni esempi concreti in cui il Conto Termico 3.0 può fare la differenza:
- Un’abitazione in zona climatica E sostituisce una vecchia caldaia a gasolio con una pompa di calore aria-acqua ad alta efficienza: incentivo di circa € 5.000–6.000 su una spesa di € 9.000.
- Un condominio installa un impianto solare termico centralizzato da 20 m² per l’acqua calda sanitaria: incentivo di € 8.000–9.000, a seconda della zona climatica.
- Una villetta bifamiliare realizza isolamento termico del tetto e sostituzione dell’impianto di riscaldamento con sistema ibrido: incentivo cumulativo di € 10.000–12.000.
Perché conviene integrarlo in una ristrutturazione?
Integrare il Conto Termico in un progetto di ristrutturazione offre numerosi vantaggi:
- Riduzione immediata dei costi vivi.
- Ritorno economico rapido, grazie ai tempi brevi di erogazione.
- Aumento del comfort abitativo e della classe energetica dell’immobile.
- Miglioramento delle prestazioni ambientali, in linea con le direttive europee NZEB e i CAM (Criteri Ambientali Minimi).
Conclusione
Il Conto Termico 3.0 è molto più di un semplice incentivo: è uno strumento strategico per chi vuole ristrutturare in modo intelligente, valorizzando il proprio immobile e contribuendo alla transizione energetica del Paese.
Grazie alla sua flessibilità, ai tempi rapidi e alla compatibilità con altri interventi, rappresenta una delle opportunità più interessanti per il 2026, sia per i privati che per i professionisti del settore edilizio.
Bussero, 23/01/2026